LA ROSSARA DI ZENI, LEGGERO E PIACEVOLISSIMO ROSSO TRENTINO

Non conoscevo fino a ieri il vitigno rossara, men che meno il vino da esso derivato. Lo verso nel bicchiere e lo guardo attentamente; il mio sguardo è rapito dal colore: un rosso che non è un rosso e non saprei però come descriverlo, dalla consistenza tenue, pastello, traslucida.

LES EMIRS, L’INTENSO ROSSO DAL MONTE LIBANO, PER GLI AMANTI DELLA BEVA MEDITATIVA

Les Emirs, questo il nome, è un rosso intenso, da uve cabernet, cinsaut (coltivato in Francia nella Valle del Rodano, mentre da noi conosciuto come ottavianello e coltivato soprattutto in Puglia), grenache (cannonau), carignan (vitigno dalle origini spagnole). Millesimo 2012, con evoluzione in barrique per 12 mesi più altro affinamento in bottiglia; e infatti è molto chiuso.

UN VINO DI QUALITÀ PER TUTTI I GIORNI E TUTTE LE ORE: PIETRA DEL GALLO DI VIGNETI MASSA

Sono un tipo difficile ma mi piace vivere bene e tutte le volte che posso, quindi anche il vino a mezzogiorno deve soddisfarmi, facendomi vivere serenamente la restante giornata. Ho poco tempo per pensare perché i casoncelli son già serviti; devo sbrigarmi e dunque vado sul sicuro: il nome è Walter Massa, il vino Pietra del Gallo.

UN ROSA, È UN ROSA, È UN ROSA… VALTENESI

Che meravigliosa visione! Mi emoziono sempre quando mi trovo di fronte una bottiglia di vino rosa (inciso: si chiama “rosa”, e non “rosato” (participio passato del verbo “rosare”), molto deprimente, o ancora peggio “rosé”, termine francesizzante e quindi ancora più deprimente. A prescindere dalla sfumatura, il rosa è avvenente, tenero, suadente; esprime femminilità e trasmette una dolce gioia.

BEVO PER IL PIACERE DI BERE CON IL MOSNEL BRUT NATURE

È davvero necessario bere una bella bottiglia solo per un’occasione particolare? Io non credo e, siccome mi piace bere bene, molte volte bevo per il piacere di bere. Così in una sera come le altre mi sono aperto e bevuto (senza lasciarne una goccia) una bottiglia di Mosnel Brut Nature, un Franciacorta di ottima godibilità.

MISTICO FIOR DI CILIEGIO

Ho bevuto tutta la bottiglia, con calma, misticamente, godendomela; e ora non c’è più nulla (silenzio e notte). Ma si protrae ancora e ancora il suo aroma, quintessenza consacrata di un rosso eccelso. Il suo “suono” mi vibra ancora, infatti, e la mia anima ancora ne percepisce i sentori.