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VITAE TREMOSINESI: UN VIAGGIO NELLA VITICOLTURA DI TREMOSINE SUL GARDA (PARTE 1 – AZIENDA AGRICOLA PRIONE)

L’appuntamento è per le 14.00, io come sempre sono puntuale, lui pure. E mi accoglie con un sottile imbarazzo, non appena parcheggio la Vespa nel piazzale: l’erba è ancora alta, mi dice quasi scusandosi. Ma all’erba io nemmeno ci ho fatto caso, perché l’attenzione è rivolta tutta alla cantina, un edificio completamente ristrutturato e inserito armoniosamente nel paesaggio circostante. Percepisco però in quelle parole di benvenuto una mentalità che punta all’eccellenza, una volontà da perfezionista.

PENDENZE VERTIGINOSE, SUOLI SCISTOSI, VINI PROFONDI. BREVE VIAGGIO NELLA VALLE ISARCO VITIVINICOLA

La Valle Isarco, infatti, o Eisacktal in tedesco, è un affascinantissimo territorio lungo circa 80 km e percorso dal fiume omonimo, fatto di rocce verticali, antri scoscesi; in cui la mano artificiale e sapiente dell’uomo la si vede dalla lavorazione estrema e estremamente abile dei vigneti: e conferma la superiorità dell’artificio umano (usato con criterio) sulla natura selvaggia.

TRAMA BANALE, STEREOTIPI A PROFUSIONE, SUPERFICIALITÀ DALLA PRIMA ALL’ULTIMA PAGINA: IL LIBRO DI MARCO MISSIROLI È PERFETTO PER UNA SERIE NETFLIX

Eppure, nel leggere l’epigrafe a inizio libro citata dalla Pastorale Americana di Philip Roth, mi ero entusiasmato parecchio; aspettative altissime, si parte benissimo ho pensato. Ma purtroppo non sono stato ricambiato, e la lettura di Fedeltà di Marco Missiroli (Einaudi, 2019), tanto elogiato e grandemente premiato (Premio Strega Giovani 2019), mi ha fatto solo perdere tempo.

CI RINCUORI L’ANGELO DI LANDI DEL CIMITERO DI PIEVE: MONUMENTO AL DANNUNZIANESIMO CHE IL BORGO CONOBBE, MA CHE NON ESISTE PIÙ

Mi rincuora ogni volta la visita a un cimitero, e mi rasserena il conforto dei defunti, soprattutto dei miei cari. La visita al cimitero di Pieve però mi rincuora di più, in virtù della lunetta dipinta da Angelo Landi, perché è solo e grazie a essa che si respira, seppur fievolmente, quell’atmosfera di dannunzianesimo che toccò Tremosine agli inizi del Novecento, e che non tornerà più.

BARRIANI E IL SUO DEBOLISSIMO “MARTIRIO DI SAN BARTOLOMEO”: UNA PROPOSTA DI COMMITTENZA

Un’iconografia che è visibile anche nella chiesa di Vesio, nel lato destro del presbiterio, su un enorme dipinto, a cui corrisponde di fronte l’episodio antecedente della Chiamata di Gesù. Dell’autore si sa poco se non il cognome, un certo Barriani di Brescia; sulla targhetta metallica posta al di sotto delle opere è riportata la data 1866. Né – ammetto con sconforto – mi sono interessato più di tanto a questo pittore, tale è la scadenza dei due risultati che ho sott’occhio.

IL LEGNO CHE PRENDE VITA GRAZIE ALL’ARTE DI GIACOMO LUCCHINI

Da questo oblio non si esime neppure Giacomo Lucchini, straordinario intagliatore trentino, originario di Castel Condino, vissuto agli inizi del Diciottesimo secolo, di cui si trova traccia in qualche sporadico scritto e per di più difficile da reperire. Siamo soliti, ormai un’abitudine, considerare il fine intagliatore Giacomo Lucchini in riferimento a Tremosine sul Garda; e è giusto così: alla Pieve dello stesso comune, infatti, instaurò bottega per la durata di circa trent’anni, lavorando un numero elevato di pregevoli oggetti. Le sue poche notizie sono ricavate da queste opere, e sono documentate dal 1700 al 1729.

GRAFICA EDITORIALE E STORIA DELL’EDITORIA, UN LIBRO ESAUSTIVO E GODIBILE SULL’ARTE PERFETTA

È mirabile per sintesi e per sintassi, è un libro “dedicato agli studenti dei corsi di visual e graphic e ai giovani professionisti del progetto grafico”, ma godibilissimo anche da gaudenti e appassionati come il sottoscritto. Un volume specialistico per alunni, ma scritto bene, con leggerezza e scorrevolezza, senza segni accademici o cattedratici (catte-drastici). Un manuale, se così si vuol chiamare, molto tecnico e pratico; eppure insegna molto, e molto più che un mattone teorico da mille pagine.

DA DAVIDE LAZZARI, SOSPESI SUL COLLE DI CAPRIANO

Sono arrivato a Capriano del Colle, un paesino di circa 4,5 mila anime, posto a metà strada tra Brescia e Barbariga, il paese del Casoncello. La sorpresa è tanta, perché qui tutto è diverso. Dove sono capito? È sufficiente oltrepassare il fiume Mella dalla pianura e si è trasportati in un ambiente opposto: vegetazione rigogliosa, alberi in fioritura da set cinematografico (sono i primi giorni di primavera), contadini sorridenti e piuttosto anziani che mi salutano; e, soprattutto, tanti, tantissimi campi vitati.

CANTRINA, IL SOLE DI BEDIZZOLE

Sol tibi signa dabit, il sole ti guiderà, ti darà conoscenza, ti darà avvisaglie, sta scritto nel primo libro delle Georgiche di Virgilio. Solem quis dicere falsum audeat? Io, seppur cristiano e non pagano e più amante delle freddoline giornate di nebbia non lo metto mai in dubbio, il sole. Così fidandomi ciecamente mi inoltro nell’entroterra della Valtenesi, direzione Bedizzole, verso un’azienda agricola che scopro, solo una volta arrivato, allo stesso tempo bucolica, letteralmente, e moderna, piena di vitalità.

LA ROSSARA DI ZENI, LEGGERO E PIACEVOLISSIMO ROSSO TRENTINO

Non conoscevo fino a ieri il vitigno rossara, men che meno il vino da esso derivato. Lo verso nel bicchiere e lo guardo attentamente; il mio sguardo è rapito dal colore: un rosso che non è un rosso e non saprei però come descriverlo, dalla consistenza tenue, pastello, traslucida.

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