DI NATURA, DIO E AMORE. DAMIANO PERINI INTERVISTA MARCO ANDREIS

Giornata tranquilla e soleggiata nel verde della campagna gardesana. Il dolce tepore tipico del luogo, nonostante l’estate, rasserena e favorisce il dialogo. Damiano Perini e Marco Andreis, pascendosi con tabacco e vino Rosa Valtenesi – il vino edonistico per eccellenza – chiacchierano del più e del meno durante un normale aperitivo mattutino. Tra i tanti argomenti si tocca quello della poesia. Si riporta di seguito un estratto di quanto discusso.

POESIA COME ATTO TEURGICO: LA NUOVA RACCOLTA DI MARCO ANDREIS È UN INNO ALL’ANIMA E UN’INVOCAZIONE A DIO

Sono immerso nel verde di un parco gardesano,  il fiume scorre poco più in basso di me, il sole splende, il vento soffia a colpi, rinfresca me e smuove le foglie. È tutto un fruscio, un concerto naturale che ritrovo, scorrendo – e con mia grande sorpresa – , nell’Andreis che non conoscevo. Sono versi molto più profondi rispetto ai precedenti, l’autore si dimostra più maturo, completo; la lingua è più scorrevole, precisa, addomesticata. Allo stesso tempo il contenuto è più profondo, enigmatico, spirituale. Mi aspettavo di godere, e mi ritrovo invece a meditare.

“I 12 MESSAGGERI DEI MONTI”: GRAZIE ALLA FONDAZIONE CARIPLO I CAMPANILI DI TREMOSINE SARANNO RISTRUTTURATI

Tutto ha inizio col terribile nubifragio che ha investito la provincia bresciana, in particolare l’Alto Garda, il 28 ottobre 2018. Il campanile di Sermerio, già in stato precario, raggiunge il limite di sopportazione. Don Ruggero Chesini, arciprete delle parrocchie tremosinesi, senza perdere tempo segnala l’accaduto all’architetto Alberto Lancini – stimato professionista con alle spalle molti anni di esperienza nel campo del restauro e della progettazioni per l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Brescia – che per una provvidenziale coincidenza opera in quel momento alla ristrutturazione della canonica di Pieve. Lapidario e coeso il consulto: il vaso è colmo, urge manutenzione.

AL FRANET DI NEVESE A TREMOSINE SUL GARDA, L’ACROPOLI DEL FORMAGGIO CAPRINO

Per arrivare passo per una strada stretta costeggiata da boschi e enormi prati. A un certo punto una santella benefica e molto semplice, dedicata alla “Madonna dell’amore”, mi indica che sono quasi arrivato; infatti dopo aver preso un sentiero cementato, forse di origine tratturale, mi trovo di lì a poco davanti alla stalla. Mi accoglie Ines puntuale alle 9.00, insieme a un panorama sensazionale: da quel punto quasi magico scorgo il Lago di Garda e il Monte Cas di Tignale – luogo di pace e beatitudo su cui è eretto l’eremo di Montecastello.

PENDENZE VERTIGINOSE, SUOLI SCISTOSI, VINI PROFONDI. BREVE VIAGGIO NELLA VALLE ISARCO VITIVINICOLA

La Valle Isarco, infatti, o Eisacktal in tedesco, è un affascinantissimo territorio lungo circa 80 km e percorso dal fiume omonimo, fatto di rocce verticali, antri scoscesi; in cui la mano artificiale e sapiente dell’uomo la si vede dalla lavorazione estrema e estremamente abile dei vigneti: e conferma la superiorità dell’artificio umano (usato con criterio) sulla natura selvaggia.

TRAMA BANALE, STEREOTIPI A PROFUSIONE, SUPERFICIALITÀ DALLA PRIMA ALL’ULTIMA PAGINA: IL LIBRO DI MARCO MISSIROLI È PERFETTO PER UNA SERIE NETFLIX

Eppure, nel leggere l’epigrafe a inizio libro citata dalla Pastorale Americana di Philip Roth, mi ero entusiasmato parecchio; aspettative altissime, si parte benissimo ho pensato. Ma purtroppo non sono stato ricambiato, e la lettura di Fedeltà di Marco Missiroli (Einaudi, 2019), tanto elogiato e grandemente premiato (Premio Strega Giovani 2019), mi ha fatto solo perdere tempo.

CI RINCUORI L’ANGELO DI LANDI DEL CIMITERO DI PIEVE: MONUMENTO AL DANNUNZIANESIMO CHE IL BORGO CONOBBE, MA CHE NON ESISTE PIÙ

Mi rincuora ogni volta la visita a un cimitero, e mi rasserena il conforto dei defunti, soprattutto dei miei cari. La visita al cimitero di Pieve però mi rincuora di più, in virtù della lunetta dipinta da Angelo Landi, perché è solo e grazie a essa che si respira, seppur fievolmente, quell’atmosfera di dannunzianesimo che toccò Tremosine agli inizi del Novecento, e che non tornerà più.

BARRIANI E IL SUO DEBOLISSIMO “MARTIRIO DI SAN BARTOLOMEO”: UNA PROPOSTA DI COMMITTENZA

Un’iconografia che è visibile anche nella chiesa di Vesio, nel lato destro del presbiterio, su un enorme dipinto, a cui corrisponde di fronte l’episodio antecedente della Chiamata di Gesù. Dell’autore si sa poco se non il cognome, un certo Barriani di Brescia; sulla targhetta metallica posta al di sotto delle opere è riportata la data 1866. Né – ammetto con sconforto – mi sono interessato più di tanto a questo pittore, tale è la scadenza dei due risultati che ho sott’occhio.

IL LEGNO CHE PRENDE VITA GRAZIE ALL’ARTE DI GIACOMO LUCCHINI

Da questo oblio non si esime neppure Giacomo Lucchini, straordinario intagliatore trentino, originario di Castel Condino, vissuto agli inizi del Diciottesimo secolo, di cui si trova traccia in qualche sporadico scritto e per di più difficile da reperire. Siamo soliti, ormai un’abitudine, considerare il fine intagliatore Giacomo Lucchini in riferimento a Tremosine sul Garda; e è giusto così: alla Pieve dello stesso comune, infatti, instaurò bottega per la durata di circa trent’anni, lavorando un numero elevato di pregevoli oggetti. Le sue poche notizie sono ricavate da queste opere, e sono documentate dal 1700 al 1729.

GRAFICA EDITORIALE E STORIA DELL’EDITORIA, UN LIBRO ESAUSTIVO E GODIBILE SULL’ARTE PERFETTA

È mirabile per sintesi e per sintassi, è un libro “dedicato agli studenti dei corsi di visual e graphic e ai giovani professionisti del progetto grafico”, ma godibilissimo anche da gaudenti e appassionati come il sottoscritto. Un volume specialistico per alunni, ma scritto bene, con leggerezza e scorrevolezza, senza segni accademici o cattedratici (catte-drastici). Un manuale, se così si vuol chiamare, molto tecnico e pratico; eppure insegna molto, e molto più che un mattone teorico da mille pagine.