AMINA PEDRINOLLA ARTISTA-FANCIULLA. STRATI DI CARTA E DI MEMORIA PER UN RITORNO ALL’IO BAMBINO

Mentre guardo più da vicino uno di quei quadretti mi si avvicina una signora che piano piano, quasi timidamente, prima si presenta e poi, incalzando, con una voce così soave e un linguaggio così fluido che non smetteresti di ascoltarla, si racconta. Lei è l’artista in questione, è lei Amina che leggo sul cartellino.

KIM DUPOND HOLDT AL PHOTOFESTIVAL 2021: BENE IL FOTOGRAFO DANESE, DA RIVEDERE LA CURATELA DI ROBERTO MUTTI

Raggiungo questo edificio per la mostra del fotografo Kim Dupond Holdt, curata dal noto critico Roberto Mutti in occasione della sedicesima edizioni di Photofestival. La prima impressione è inquietante: l’edificio è sede di Confcommercio, e quel clima kafkiano di burocrati mi opprime, quel grigiore di stanze e di luci smunte mi spegne l’amor di poiesi, i portinai incravattati salutandomi con un perentorio “cosa cerca?” mi scoraggiano. Però ho fatto tanta strada quindi devo farmi forza.

ELOGIO AL CASU MARTZU, BALUARDO DI RESISTENZA AL CONFORMISMO CULINARIO (E NON SOLO)

Mangio il Casu Martzu in modo a me non consueto, ovvero con parsimonia perché voglio godermi al palato ognuna delle mille sensazioni che mi esplodono in bocca a ogni imboccata. È una strana estasi quella che provo; poi subentra l’orgoglio patriottico, e poi la sazietà (è cibo piuttosto pesante). Infine sono appagato: ho mangiato la storia e, insieme, la resistenza in forma culinaria all’uniformazione massificata del gusto.

L’IDILLIO GARDESANO IN FORME PURE CHE MI RASSERENA . IL NEOSINTETISMO DI TIM CURTIN

Pensando a Emile Bernard, il grande, grandissimo Emile Bernard, e sulla scorta di quei magici pittori della scuola di Pont-Aven, senza dubbi dichiaro questo artista Tim Curtin un “neo-sintetista”. Mi cullo e sogno con queste piccoli ma illimitate visioni del mio Garda, con la speranza di approfondire meglio un giorno questo pittore dall’origine per me, ancora, ignota.

ALLA BORIA (E AL FINTO PAUPERISMO) DEGLI ARTISTI GIOVANI PREFERISCO L’UMILTÀ (E LA SCHIETTA VENALITÀ) DI SEVERO SCALVINI

Modi di fare molto umili e alla mano, si capisce che non viene da Milano ma da qualche paesino periferico; e ciò non lo nasconde, e nemmeno lo enfatizza: semplicemente se ne frega. Comincia a dipingere a 13 anni, formazione autodidatta e carriera da venditore in ogni o quasi mercatino o esposizione (anche di località sconosciute e dimenticate) del Nord Italia. È il pittore meno snob che abbia conosciuto sinora: dà attenzione a tutto e a tutti. È, altresì, il pittore meno retorico che abbia mai conosciuto: pratico, schietto, diretto; le sue opere sono quelle, cambiano di forma magari (orizzontali piuttosto che verticali o quadrate), ma hanno da decenni lo stesso identico soggetto.

LA CAMERIERA LEZIOSAMENTE PROFUMATA NUOCE AL COMMENSALE

Sarà per un’eccessiva sensibilità di chi scrive: ma se al ristorante sono servito (il termine è gergo, pace per i politicamente corretti) da una cameriera mirabilmente e soavemente profumata, la mia cena è rovinata. E si pensi se la cameriera è pure avvenente e imbevuta del miglior profumo che a una ragazza si possa regalare!

DI NATURA, DIO E AMORE. DAMIANO PERINI INTERVISTA MARCO ANDREIS

Giornata tranquilla e soleggiata nel verde della campagna gardesana. Il dolce tepore tipico del luogo, nonostante l’estate, rasserena e favorisce il dialogo. Damiano Perini e Marco Andreis, pascendosi con tabacco e vino Rosa Valtenesi – il vino edonistico per eccellenza – chiacchierano del più e del meno durante un normale aperitivo mattutino. Tra i tanti argomenti si tocca quello della poesia. Si riporta di seguito un estratto di quanto discusso.

POESIA COME ATTO TEURGICO: LA NUOVA RACCOLTA DI MARCO ANDREIS È UN INNO ALL’ANIMA E UN’INVOCAZIONE A DIO

Sono immerso nel verde di un parco gardesano,  il fiume scorre poco più in basso di me, il sole splende, il vento soffia a colpi, rinfresca me e smuove le foglie. È tutto un fruscio, un concerto naturale che ritrovo, scorrendo – e con mia grande sorpresa – , nell’Andreis che non conoscevo. Sono versi molto più profondi rispetto ai precedenti, l’autore si dimostra più maturo, completo; la lingua è più scorrevole, precisa, addomesticata. Allo stesso tempo il contenuto è più profondo, enigmatico, spirituale. Mi aspettavo di godere, e mi ritrovo invece a meditare.

“I 12 MESSAGGERI DEI MONTI”: GRAZIE ALLA FONDAZIONE CARIPLO I CAMPANILI DI TREMOSINE SARANNO RISTRUTTURATI

Tutto ha inizio col terribile nubifragio che ha investito la provincia bresciana, in particolare l’Alto Garda, il 28 ottobre 2018. Il campanile di Sermerio, già in stato precario, raggiunge il limite di sopportazione. Don Ruggero Chesini, arciprete delle parrocchie tremosinesi, senza perdere tempo segnala l’accaduto all’architetto Alberto Lancini – stimato professionista con alle spalle molti anni di esperienza nel campo del restauro e della progettazioni per l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Brescia – che per una provvidenziale coincidenza opera in quel momento alla ristrutturazione della canonica di Pieve. Lapidario e coeso il consulto: il vaso è colmo, urge manutenzione.

AL FRANET DI NEVESE A TREMOSINE SUL GARDA, L’ACROPOLI DEL FORMAGGIO CAPRINO

Per arrivare passo per una strada stretta costeggiata da boschi e enormi prati. A un certo punto una santella benefica e molto semplice, dedicata alla “Madonna dell’amore”, mi indica che sono quasi arrivato; infatti dopo aver preso un sentiero cementato, forse di origine tratturale, mi trovo di lì a poco davanti alla stalla. Mi accoglie Ines puntuale alle 9.00, insieme a un panorama sensazionale: da quel punto quasi magico scorgo il Lago di Garda e il Monte Cas di Tignale – luogo di pace e beatitudo su cui è eretto l’eremo di Montecastello.