DA DAVIDE LAZZARI, SOSPESI SUL COLLE DI CAPRIANO

Sono arrivato a Capriano del Colle, un paesino di circa 4,5 mila anime, posto a metà strada tra Brescia e Barbariga, il paese del Casoncello. La sorpresa è tanta, perché qui tutto è diverso. Dove sono capito? È sufficiente oltrepassare il fiume Mella dalla pianura e si è trasportati in un ambiente opposto: vegetazione rigogliosa, alberi in fioritura da set cinematografico (sono i primi giorni di primavera), contadini sorridenti e piuttosto anziani che mi salutano; e, soprattutto, tanti, tantissimi campi vitati.

CANTRINA, IL SOLE DI BEDIZZOLE

Sol tibi signa dabit, il sole ti guiderà, ti darà conoscenza, ti darà avvisaglie, sta scritto nel primo libro delle Georgiche di Virgilio. Solem quis dicere falsum audeat? Io, seppur cristiano e non pagano e più amante delle freddoline giornate di nebbia non lo metto mai in dubbio, il sole. Così fidandomi ciecamente mi inoltro nell’entroterra della Valtenesi, direzione Bedizzole, verso un’azienda agricola che scopro, solo una volta arrivato, allo stesso tempo bucolica, letteralmente, e moderna, piena di vitalità.

LA ROSSARA DI ZENI, LEGGERO E PIACEVOLISSIMO ROSSO TRENTINO

Non conoscevo fino a ieri il vitigno rossara, men che meno il vino da esso derivato. Lo verso nel bicchiere e lo guardo attentamente; il mio sguardo è rapito dal colore: un rosso che non è un rosso e non saprei però come descriverlo, dalla consistenza tenue, pastello, traslucida.

LES EMIRS, L’INTENSO ROSSO DAL MONTE LIBANO, PER GLI AMANTI DELLA BEVA MEDITATIVA

Les Emirs, questo il nome, è un rosso intenso, da uve cabernet, cinsaut (coltivato in Francia nella Valle del Rodano, mentre da noi conosciuto come ottavianello e coltivato soprattutto in Puglia), grenache (cannonau), carignan (vitigno dalle origini spagnole). Millesimo 2012, con evoluzione in barrique per 12 mesi più altro affinamento in bottiglia; e infatti è molto chiuso.

ABETE E LIMONE: LE DUE “QUINTESSENZE” DI MIELI THUN CHE FORMANO UNA DICOTOMIA PERFETTAMENTE ARMONIOSA

Li assaporo insieme e insieme, come mi aspettavo, raggiungono una dicotomia perfettamente armoniosa. Complementari, l’una chiara densa e cremosa, e l’altra cupissima, fluida scorrevole; l’una ti accarezza il palato mentre l’altra te lo picchietta con piccoli baci.

UN VINO DI QUALITÀ PER TUTTI I GIORNI E TUTTE LE ORE: PIETRA DEL GALLO DI VIGNETI MASSA

Sono un tipo difficile ma mi piace vivere bene e tutte le volte che posso, quindi anche il vino a mezzogiorno deve soddisfarmi, facendomi vivere serenamente la restante giornata. Ho poco tempo per pensare perché i casoncelli son già serviti; devo sbrigarmi e dunque vado sul sicuro: il nome è Walter Massa, il vino Pietra del Gallo.

CHE FINE HA FATTO VILLANESE, IL MORDACE ARTISTA CHE EBBE IL CORAGGIO DI OMAGGIARE DUCHAMP ALLA PIEVE DI TREMOSINE?

Che fine ha fatto Damiano Villanese, l’artista mordace che ebbe il coraggio di omaggiare Duchamp e il Dadaismo in un piccolo paesino dell’Alto Garda Bresciano? Ricordo ancora con un sorriso quell’esposizione sfrontata di questo pressoché ignoto artista, che curiosamente porta il nome del sottoscritto, in quel vetusto borgo di Pieve di Tremosine sul Garda, in provincia di Brescia, in occasione della “Notte Romantica” organizzata da I borghi più belli d’Italia nel 2016.

ERNST GAMPERL: UNA BREVE INTRODUZIONE

I giorni 27 e 28 ottobre 2019 feci visita a Ernst Gamperl nella sua abitazione in Germania. Si doveva discutere sulla mia tesi di laurea magistrale, a lui dedicata, e attualmente in corso di pubblicazione. Furono due giorni intensi ma piacevoli e scorrevolissimi, in cui si parlò del suo lavoro ma si divagò anche molto. Qui sotto riporto una serie di appunti ricavati da quella esperienza, che valgono come una sorta di breve introduzione a Ernst Gamperl.

TRA BRONI, STRADELLA E CANNETO PAVESE. UNA GIORNATA NELL’OLTREPÒ CON ANDREA PICCHIONI E LINO MAGA

Mentre torno a casa dalla Torino-Piacenza direzione Brescia, immerso nel traffico tipico di fine giornata, felicemente spossato dai copiosi assaggi, e col sapore amarognolo-dolciastro di croatina persistente in bocca, oltre a una sensazione vaga di piccole bolle vivaci attorno alla lingua, ripenso alla giornata appena passata sui colli pedemontani dell’Oltrepò pavese, tra Broni, Stradella e Canneto. Una giornata per metà non organizzata, fortunatamente, ma frutto di uno sviluppo casuale di eventi, che più o meno può esser riassunta così.