MAKEDON, BONARDA AGGUERRITA DI MATTEO MAGGI

«Anche riguardo al vino», scrive Plutarco nelle sue Vite parallele a proposito di Alessandro Magno, «in realtà era piuttosto misurato: sembrava che ne bevesse molto perché a tavola passava parecchio tempo, tenendo il calice davanti, ma si tratteneva a lungo non tanto per bere quanto per chiacchierare…». Non credo si riferisse proprio a questa parole Matteo Maggi, proprietario e produttore “indipendente” di Colle del Bricco, quando decide di dedicare la sua Bonarda al grande conquistatore macedone; e però così me lo immagino io, che questo vino lo bevo ora in tranquillità, ma che ho conosciuto in conviviale assemblea, proprio lì a Torre Sacchetti, frazione di Stradella (e di questa poco più in alto), sulle colline dell’Oltrepò Pavese.

Makedon infatti è il nome del vino, un rosso frizzante degno del nome del guerriero che fu Alessandro: immediato – possente sin dall’inizio – grazie a una carbonica viva e avvolgente, come un velo di spilli che si adagia alla lingua, ma non infastidisce, anzi ne vorresti ancora e ancora. Da subito è esuberante, brioso, agguerrito; il primo sorso è selvatico ma poi vira su toni di mora da rovo, frutta rossa in confettura. Il tannino è presente ma nobile, sostenuto dalle infinite bollicine.

“Bricco” nella parlata oltrepadana significa “terreno scosceso”, e infatti i vigneti coltivati dal giovane Matteo Maggi, nemmeno trentenne e a capo dell’azienda dal 2013, in totale 5 ettari, hanno una notevole pendenza. Li ho notati in loco, in sala degustazione (che è un appartamento confortevole e ammobiliato) mentre bevevo questo (o questa) Bonarda con piacevole sorpresa, 100% da uve croatina, un vitigno tardivo che amo particolarmente, e che qui nell’Oltrepò trova la sua migliore e naturale espressione. Pura polpa che si distribuisce, scorre, ma direi meglio fluisce, cola dal palato alla gola. Leggo che ha un titolo alcolometrico di 14% in volume, dapprincipio non ci faccio caso, ora però lo comincio a sentire. Devo decidere se continuare a bere o a scrivere.

Troppo tardi, ma in fondo ho già detto molto.

DP

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