DI NATURA, DIO E AMORE. DAMIANO PERINI INTERVISTA MARCO ANDREIS

Giornata tranquilla e soleggiata nel verde della campagna gardesana. Il dolce tepore tipico del luogo, nonostante l’estate, rasserena e favorisce il dialogo. Damiano Perini e Marco Andreis, pascendosi con tabacco e vino Rosa Valtenesi – il vino edonistico per eccellenza – chiacchierano del più e del meno durante un normale aperitivo mattutino. Tra i tanti argomenti si tocca quello della poesia. Si riporta di seguito un estratto di quanto discusso.

POESIA COME ATTO TEURGICO: LA NUOVA RACCOLTA DI MARCO ANDREIS È UN INNO ALL’ANIMA E UN’INVOCAZIONE A DIO

Sono immerso nel verde di un parco gardesano,  il fiume scorre poco più in basso di me, il sole splende, il vento soffia a colpi, rinfresca me e smuove le foglie. È tutto un fruscio, un concerto naturale che ritrovo, scorrendo – e con mia grande sorpresa – , nell’Andreis che non conoscevo. Sono versi molto più profondi rispetto ai precedenti, l’autore si dimostra più maturo, completo; la lingua è più scorrevole, precisa, addomesticata. Allo stesso tempo il contenuto è più profondo, enigmatico, spirituale. Mi aspettavo di godere, e mi ritrovo invece a meditare.

MARCO ANDREIS, LIRICO PASSIONALE (ANCHE) POETA

Conosco Marco Andreis da molti anni e, non appena mi è giunta la notizia dell’uscita della sua raccolta di poesie, non avevo dubbi sul risultato. Sarà sicuramente un libro edonistico mi son detto, non solo da leggere, ma anche da sfogliare e godere poco alla volta, come una boccata di pipa (che piace a lui), o un sorso di whisky (che piace a me). E non sbagliavo.