MAJOLINI: TRA ARTE E VINO ALLA RICERCA DELLA BELLEZZA ASSOLUTA

Non credo sia costruito, o per meglio dire, artefatto, quell’insieme di opere d’arte contemporanea che dialogano all’interno della tenuta di Majolini, a Ome in Franciacorta. No, non è per ostentare un’immagine precostituita di sé o dell’azienda che Simone Majolini, attuale proprietario, ha fatto installare commissionandole numerosissime opere di artisti riconosciuti e importanti (e ovviamente come tali adeguatamente quotati). L’impulso alla creatività, la fantasia produttiva, la continua, evanescente e donchisciottesca ricerca alla bellezza assoluta non è solo dichiarata, ma anche evidente. Evidente nella scelta delle opere, nel loro rapporto con la cantina e, non ultimo, la qualità altissima dei vini prodotti.

I FRANCIACORTA DISTINTI E NOBILIARI DEI RICCI-CURBASTRO

Ho bevuto per la prima volta un Franciacorta Ricci-Curbastro circa quattro anni fa. Era un brut, e lo ricordo di spessore, dai profumi intensi, quelli che in gergo chiamano “crosta di pane” e variano – oscillando – da sentori di lieviti a più croccanti di nocciola tostata; il tutto, così almeno pare alla mia memoria, senza prevaricare la finezza delle bollicine e la sottigliezza dell’insieme. Lo ricordo, quel brut, tra l’ampia gamma dei Franciacorta, come un vino notevolmente distinto.